Società svizzera di consulenza IT e organizzativa. Lavoriamo con imprese manifatturiere in Svizzera e in Europa, su infrastruttura di nostra proprietà. Il metodo, la competenza e la tecnologia non dovrebbero dipendere dalla dimensione dell'azienda.
Le grandi organizzazioni industriali hanno strutture interne dedicate a leggere la propria operatività: controlli di gestione, uffici dati, team IT. Le imprese medie e piccole hanno gli stessi problemi, spesso più acuti, quasi mai le stesse risorse per affrontarli.
Non è una questione di consapevolezza: gli imprenditori con cui lavoriamo sanno benissimo dove il loro processo scricchiola. Manca il tempo, e manca una struttura che trasformi quella percezione in qualcosa di misurabile e governabile.
Il nostro lavoro è colmare quella distanza — con lo stesso rigore metodologico che si applicherebbe a un'organizzazione dieci volte più grande, alla scala e al costo di chi grande non è.
Rendere leggibile e governabile l'operatività delle imprese manifatturiere, senza chiedere loro di sostituire ciò che hanno già costruito.
Le piattaforme che un'azienda usa oggi non saranno quelle di fra dieci anni. Il modo in cui quell'azienda prende decisioni, invece, tende a sopravvivere a qualsiasi migrazione tecnologica. È lì che si accumula — o si disperde — il valore.
Per questo non misuriamo un progetto dal numero di sistemi installati, ma da quanto l'azienda è diventata capace di leggere sé stessa. Un cliente che alla fine di un percorso dipende meno da noi di quanto dipendesse all'inizio è il risultato corretto, anche quando è il meno conveniente sul breve.
Non sono aspirazioni: sono comportamenti che il cliente può controllare durante il lavoro. Se non li rispettiamo, è visibile.
Non rivendiamo licenze di terzi per margine e non abbiamo accordi che orientino i nostri consigli. Quando raccomandiamo un prodotto — anche quando non è nostro, anche quando la risposta giusta è «tenete quello che avete» — non ci guadagniamo nulla.
Come si verifica: chiedeteci cosa ci guadagniamo dalla soluzione che proponiamo. La risposta deve essere sempre la stessa, qualunque prodotto sia.
Non realizziamo ciò che non serve, anche quando viene richiesto e verrebbe pagato. Quando una richiesta non regge tecnicamente, lo diciamo e proponiamo l'alternativa — anche se comporta per noi un lavoro minore.
Come si verifica: prima o poi vi diremo di no su qualcosa che avreste pagato. Se non succede mai, è un cattivo segno.
Non spieghiamo all'imprenditore come funziona la sua fabbrica: la conosce meglio di noi. Offriamo un punto di vista che non aveva considerato, dopo aver capito il contesto. Mai dall'alto, mai con una presentazione di prodotto come apertura.
Come si verifica: al primo incontro portiamo domande, non slide.
I dati che ci vengono affidati restano del cliente: non si monetizzano, non si rivendono, non si delegano a terzi. Vivono su infrastruttura di nostra proprietà in Svizzera, e questa responsabilità non la trasferiamo a nessuno.
Come si verifica: chiedeteci dove si trovano fisicamente i vostri dati e chi altro può accedervi. Deve esserci una risposta precisa.
La complessità appartiene a noi. Ogni funzione che aggiungiamo deve togliere complessità al cliente, non aggiungerne: la fatica di gestire ciò che è complicato resta dalla nostra parte, al cliente arriva solo ciò che rende le decisioni più semplici.
Come si verifica: se per usare quello che abbiamo costruito serve un manuale, abbiamo sbagliato noi.
Ogni decisione, ogni progetto, ogni documento e fino alla singola riga di codice devono poter essere ricondotti a questi principi. Quando non accade, non li stiamo rispettando — e la responsabilità è nostra, non del contesto.
Questi cinque impegni sono la sintesi pubblica di un documento interno più esteso, che guida il lavoro quotidiano dei nostri consulenti.
Siamo una società svizzera con infrastruttura di proprietà in territorio svizzero, e lavoriamo con clienti in tutta Europa. Per molti di loro è esattamente questo il motivo della scelta.
I dati di produzione dicono quanto si produce, con quali margini e per quali clienti. Sono tra le informazioni più sensibili che un'azienda manifatturiera possiede, e la domanda su dove risiedano — e sotto quale giurisdizione ricadano — non è formale.
Il datacenter è nostro — l'immobile e l'hardware, non solo i server ospitati da qualcun altro. Significa che nella catena di custodia non ci sono terze parti: nessun hyperscaler, nessun subappalto dell'archiviazione, nessun fornitore soggetto a normative di altri paesi. Possedere e gestire direttamente l'infrastruttura ci permette di rispondere con precisione di dove si trova il dato e di chi può accedervi.
La conversazione utile cambia a seconda di chi abbiamo davanti — ma il problema di fondo è sempre lo stesso.
Non spieghiamo all'imprenditore come funziona la sua fabbrica. Portiamo domande — e, se servono, gli strumenti per rispondere.